Sandra e Stefano: dal Castello di Porrona alla Via Lattea alle Tre Fonti
Il matrimonio di Sandra e Stefano si è svolto il 7 luglio 2018, in una parte della Maremma dove borghi medievali, oliveti, vigneti e colline costruiscono naturalmente lo sfondo della giornata.
Il servizio è iniziato con la preparazione di entrambi gli sposi. Le due abitazioni erano abbastanza vicine da permettermi di seguire da solo sia Stefano sia Sandra, alternando i momenti della preparazione dello sposo ai dettagli dell’abito, delle scarpe, del trucco e degli ultimi gesti prima della partenza della sposa.
Una situazione che richiedeva attenzione ai tempi, ma che mi ha consentito di mantenere una narrazione unica e continua fin dall’inizio.
La cerimonia al Castello di Porrona
Terminata la preparazione, ci siamo spostati nel borgo del Castello di Porrona, nel territorio di Cinigiano.
Porrona è un luogo che non ha bisogno di essere costruito fotograficamente. Le mura in pietra, gli archi, le strade strette e l’architettura medievale danno immediatamente profondità alle immagini e trasformano anche un semplice arrivo in una parte del racconto.
Sandra ha raggiunto la cerimonia accompagnata dal padre, attraversando il borgo e salendo verso la chiesa. Dopo l’ingresso, la celebrazione e l’uscita tra gli invitati, la giornata è proseguita tra le mura del castello e la campagna che circonda Porrona.
La cerimonia non era separata dal territorio: il borgo, la chiesa e il paesaggio facevano parte dello stesso ambiente e della stessa storia.
Le fotografie nelle colline di Cinigiano
Dopo la cerimonia abbiamo lasciato il borgo per dedicarci alle fotografie degli sposi nelle colline di Cinigiano.
In questa zona il paesaggio cambia continuamente. Si passa dai campi aperti agli oliveti, dai vigneti alle strade che attraversano le colline in direzione dell’area amiatina. Non servivano grandi spostamenti o scenografie artificiali: era sufficiente fermarsi nei punti in cui luce, terreno e panorama funzionavano insieme.
Abbiamo fotografato Sandra e Stefano davanti al Castello di Porrona, nei prati, tra gli olivi e nei punti più aperti della campagna, utilizzando anche il sole basso e la profondità delle colline sullo sfondo.
L’obiettivo non era raccogliere una serie di pose scollegate, ma inserire gli sposi nel territorio in cui avevano scelto di sposarsi.
Il ricevimento alle Tre Fonti
La giornata è proseguita alle Tre Fonti, a Roselle.
La location era illuminata dalle luci del tramonto, dalle lanterne sistemate lungo i percorsi e dalle piccole candele sospese tra i rami degli olivi. Prima dell’inizio della cena abbiamo realizzato altre immagini nel giardino, sfruttando sia la luce naturale rimasta sia l’atmosfera creata dall’allestimento serale.
Con l’arrivo della notte, le Tre Fonti assumevano un carattere completamente diverso. Il giardino, gli olivi e le luci diventavano parte della composizione, permettendo di continuare il servizio senza limitarsi alle fotografie del ricevimento.
Ma la fotografia più importante della giornata non era ancora stata decisa.
La prima Via Lattea progettata con gli sposi
Non avevo programmato in anticipo la fotografia della Via Lattea perché non potevo sapere con certezza quali sarebbero state le condizioni del cielo.
Durante la serata sono uscito a controllare. La visibilità era sufficiente e la fotografia era possibile.
Ho scelto una posizione orientata verso la collina e l’area archeologica di Roselle, con la Via Lattea che attraversava il cielo alle spalle degli sposi. Ho sistemato la macchina fotografica sul punto stabilito e l’ho protetta con un panno dall’umidità presente durante la notte.
Poi ho costruito la scena.
Una panchina, un piccolo tavolo e sei lanterne disposte sul prato per accompagnare lo sguardo verso Sandra e Stefano. Quando tutto era pronto, li ho chiamati e fatti sedere al centro dell’allestimento.
La fotografia finale è nata da un singolo scatto: gli sposi illuminati dalla luce calda delle lanterne, gli olivi intorno e la Via Lattea sopra di loro.
Non era la prima volta che fotografavo il cielo notturno, ma era la prima Via Lattea realmente pensata, preparata e realizzata consapevolmente con due sposi.
Da quella fotografia è iniziato il mio percorso nella fotografia notturna di matrimonio: un lavoro in cui il cielo non viene aggiunto come semplice effetto, ma diventa parte della location, della luce e della storia della giornata.
























